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Il sagrato della chiesa di Santa Maria Maggiore di Dardago sarà sottoposto a lavori di riqualificazione grazie alla generosità di un dardaghese.
La lunga siepe di lauro era vecchia e malata, gli alberi quasi nascondevano il bel frontale della chiesa e così, sentito il parere del Pievano e del Consiglio degli affari economici, il parrocchiano si è interessato materialmente ed economicamente alla rimozione delle vecchie piante e alla sostituzione con una siepe di bosso intervallata da alberi.
I sette agrifogli lungo il viale centrale resteranno al loro posto così come gli ulivi, il pozzo e i resti lapidei.
Ad esaltare la bellezza della facciata saranno posizionati due fari, in modo da renderla ben visibile anche di notte.
Le foto che il sito www.artugna.it vi propone riguardano il sagrato e la chiesa, sono di epoche diverse e quindi in grado di far vedere i cambiamenti avvenuti nel corso di circa cento anni.
Vi terremo informati sullo svolgimento dei lavori sempre per mezzo di documentazione fotografica che troverete sul nostro sito www.artugna.it.

A ottobre 2010 è stato presentato alla popolazione il progetto esecutivo dei lavori di recupero della ex latteria di Budoia. I lavori comunque sono già stati avviati, non sull’edificio ma nell’area circostante ove sorgerà un parcheggio. Già inizialmente diversi convenuti hanno criticato il comportamento dell’amministrazione comunale perché, come per la piazza di Dardago, ha presentato un progetto già approvato senza preventivamente fare delle assemblee con la popolazione, per sentire e far propri degli eventuali suggerimenti o modifiche all’iniziale progetto. Ma quello che sconcerta ancor di più i cittadini è l’ elevato costo iniziale dell’opera 1.100.000 euro! Una tale cifra, per una ristrutturazione pubblica, nel nostro comune non era mai stata impiegata. Il progetto, illustrato dal suo ideatore, prevede che la struttura dopo il restauro sia adibita a museo , bar e alla commercializzazione di prodotti agricoli locali. All’originario edificio se ne dovrebbe aggiungere un altro lateralmente, la copertura dovrebbe essere in metallo e non in tegole, il ballatoio originario in cemento verrà sostituito con uno in metallo. Parecchi cittadini intervenuti nel dibattito hanno espresso la loro contrarietà verso un tale progetto secondo loro di dubbia utilità, che creerebbe in paese un edificio che avrebbe poco di conservativo e molto di moderno, contrastando con l’edilizia tipica dei nostri luoghi. Anche qualche componente la maggioranza in comune, da quanto si apprende, ha espresso, seppur in maniera blanda, la propria perplessità nei confronti di tale progetto. Nel frattempo la popolazione spera ed attende che almeno alcuni dei suggerimenti proposti vengano recepiti e che, di conseguenza, vengano effettuate delle varianti al progetto iniziale. Di seguito vi proponiamo delle foto relative all’edificio ed ai lavori appena iniziati, in seguito vi terremo aggiornati sul proseguimento degli stessi.
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Il “ruiaL di Dardago” è una piccola canaletta fatta di elementi di pietra scalpellati e levigati a forma di U, è lungo circa cinque chilometri a va da Val de Croda a S. Lucia, passando per Dardago e Budoia. La data della costruzione non è certa. Si pensa che, quando Dardago fu fondato, nell’Artugna scorresse perennemente l’acqua e che poi, in seguito ad eventi naturali, l’acqua non vi scorresse più, costringendo la popolazione a percorrere alcuni chilometri lungo il corso del torrente con botti poste su carri per attingere l’acqua.
Nel 1669 la famiglia Fullini di Polcenigo presentò a Venezia il primo progetto di “ruial”, che inizialmente arrivava fino a Dardago. Nel 1711, sempre dalla famiglia Fullini, venne costruito un mulino, che i dardaghesi conoscono come “el mulin de Bronte”, le cui ruote venivano azionate dalle acque del “ruial”.
Oggi la situazione è di completo degrado e abbandono. Tempo fa alcuni volonterosi paesani, autofinanziandosi, avevano pensato di porre fine a questo degrado ma, purtroppo, sono stati invitati a non continuare il restauro.
Tramite i video pubblicati nel nostro sito www.artugna.it noi vorremmo mostrare ai paesani vicini, ma soprattutto a quelli lontani, lo stato di abbandono in cui si trova il “vecio ruial de Dardac”, sperando che, chi ne ha la competenza e l’autorità, provveda al suo recupero se non altro per rispetto dei nostri avi che secoli fa, con fatica e sudore, provvidero alla sua costruzione.
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“Pora Baler…”  “I à deciso de taialo”,queste sono le frasi che da qualche giorno girano per Dardago.
“Mi chel dì plandarai” dice una signora di una certa età. Il nostro più che secolare albero, simbolo del paese, verrà tagliato.
Cosi hanno deciso. Si dice che ormai ha fatto il suo tempo, che è vecchio. Dicono che si sta marcendo, che è vuoto. Non si sa se può durare ancora, la manutenzione costa, ed allora è meglio cambiarlo ora che si sta facendo la piazza, così avremmo piazza ed albero nuovi. Il Baler, storico platano, che risale al 1850 (e forse anche a prima) è sempre stato un punto di riferimento per la nostra comunità. Il Baler è sicuramente una delle prime immagini che ti viene in mente pensando a Dardago. L’albero ha una ferita antica, fattagli quando era giovane: si dice che due cavalli e un asino legati al tronco, impauriti da un temporale danneggiarono la corteccia nel tentativo di liberarsi. Da qui iniziò lo sviluppo della cavità. Sotto le sue fronde sono passate tante storie di persone, di guerre ed occupazioni nemiche, di momenti allegri e tristi. Vecchi mestieri: el guaforfe, el stagnin, el giusta ombrele e tanti altri… lavoratori che adoperavano l’ombra del nostre Baler per svolgere le loro attività. I giovani si ritrovavano all’ombra dei suoi rami per decidere in quale stalla andare (secondo l’usanza detta: “ dì in fila”) per trovare le ragazze. Prima cantavano, lì infatti erano al sicuro, invece, facendolo per le strade, ogni tanto qualcuno buttava un “ciadin de aga” per farli star zitti, ma sotto el Baler nessuno riusciva a bagnarli, al massimo si sentiva urlare: “deit a dormì!”. Quando arrivava la giostra per la Madonna d’agosto, veniva montata vicino all’albero e la maggior parte delle volte ci si spingeva con i seggiolini, anche prima della coda (ambito premio che avrebbe permesso di ottenere un giro gratis) per la pura e semplice soddisfazione di afferrare qualche foglia. Adesso, dopo una verifica da parte del Comune (comprensiva di analisi strumentale con l’utilizzo del tomografo sonico, fornito da una ditta ironicamente sita in via Talponat!), hanno deciso che per la pianta è inutile ogni tentativo di recupero.
“Ormai l’è dut deciso” i dis, ma per la maggior parte dei dardaghesi non è proprio così.
Par noi lé sempre el nostre BALER.
Un appello a tutti quanti, giovani e meno giovani: chi ha delle storie e ricordi particolari sul Baler li invii alla redazione (info@artugna.it) o li scriva sul blog. Grazie!
Potrete trovare documentazione fotografica , sempre aggiornata, nel nostro sito www.artugna.it.
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Lunedì 16.11.2009 sono iniziati a Dardago i lavori per la nuova piazza. L’ intera viabilità è stata rivoluzionata e in piazza non si può più circolare attorno al monumento, rimarrà soltanto un collegamento,a senso unico, da via Brait verso via Tarabin (davanti a Sartorel).
Anche la vasca cambia “Look”, il lavoro fatto dai volontari nel 1999 sarà demolito e completamente rifatto. La corriera ,dopo tantissimi anni, non transiterà più in piazza ma si fermerà presso il bar al Campanile, tra via Castello e via Brait, dove verranno tolti i parcheggi per dar modo di sostare. Il campo da bocce sito in canonica è stato trasformato in parcheggio. Potrete trovare documentazione fotografica dei lavori, sempre aggiornata, nel nostro sito www.artugna.it.
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Qualche giorno fa nel torrente Artugna è cominciata l’escavazione di circa 60.000 mc.di ghiaia.
Si tratta ,come riportato nella delibera regionale n.612 2009, dei “lavori di ripristino dell’ officiosità idraulica con asporto di materiale litoide (gera) sovralluvionato dall’alveo del torrente Artugna nei comuni di Budoia ed Aviano”.
Nonostante il parere contrario sia del comune di Aviano (delibera n. 61 2008) sia del comune di Budoia (delibera n. 43 2008) i lavori hanno dunque avuto inizio.
Il progetto sarebbe finalizzato a liberare l’ area nel tratto del torrente Artugna situato a cavallo della SP 29 Occidentale Pedemontana, al fine di evitare esondazioni sulle aree attigue, su alcune delle quali sarebbero localizzati edifici civili.
L’ intervento verrà suddiviso in due lotti: il primo lotto dal ponte della SP 29 Pedemontana verso valle( Castello), il successivo a monte del ponte ( Dardago ). Al termine del primo lotto di intervento,a valle,dovrà essere effettuata una verifica dell’alveo. Sulla base della verifica la Provincia deciderà successivamente per l’intervento a monte del ponte SP 29 Pedemontana. Dovranno essere garantiti l’ andamento dei canali (ridisegnandoli con la pala meccanica) e la tutela dell’alvifauna nidificante (sospendendo i lavori nel periodo aprile giugno ).
Dovranno essere tolti tutti i rifiuti di varia natura già presenti sul letto del corso d’acqua o prodotti in fase di cantiere. Questi gli impegni. Potrete trovare documentazione fotografica dei lavori, sempre aggiornata, nel nostro sito www.artugna.it 
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Il Blog del www.artugna.it
Ben arrivati nel blog del www.artugna.it dedicato ai lavori della piazza di Dardago e allo scavo del torrente "Artugna". In questo spazio potrete commentare gli articoli che trovate già pubblicati oppure mandare voi stessi un articolo in modo che venga commentato. Potrete così dar voce a quello che accade “lungo il corso dell’ Artugna” ed essere protagonisti della storia.
Per poter visionare le varie documentazioni fotografiche clicca sul banner del nostro sito www.artugna.it
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