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QUEL GIORNO, IN RIVA AL FIUME

Sulle rive dei fiumi di Babilonia uno sconosciuto, esiliato o figlio di esiliati, invita con tutte le sue forze a fidarsi del Signore: Lui ci ha portato qui perché possiamo rinascere; si è fatto deportare anche Lui con noi per esserci vicino:
Cercate il Signore, il Dio che desidera essere trovato.
Chiamatelo! vi è vicino.
Che l’empio cambi strada,
torni al Signore che ne avrà pietà,
al nostro Dio immenso di Perdono.
Se mi ascoltate, vivrete!” (Isaia 55,1-11).
Allora non fu preso in considerazione, ma i fatti gli diedero ragione e le sue parole furono aggiunte al rotolo di Isaia (40-55). Dio portò a compimento le promesse fatte per mezzo del profeta (P. Beauchamp, Cinquanta ritratti biblici). Sulle rive del fiume Giordano Gesù, assieme ad altri Galilei, forse durante un pellegrinaggio verso la città santa, è attratto dalla predicazione di Giovanni il battezzatore e dal gran movimento di folle e dalla novità che Giovanni aveva suscitato. Anche Gesù si immerge nel fiume e nel risalire dall’acqua ha la conferma di ciò di cui aveva avuto presentimento negli anni della giovinezza:
Qui c’è il mio Servo,
Io ne sono il sostegno,
il mio Eletto che amo.
Il mio Spirito è su di lui” (Isaia 42,1).
La vicinanza del Padre, che aveva sperimentato fino a quel momento, ora trabocca: non la può più contenere. E’ come se i cieli si squarciassero: “Il Sole oggi si bagna nel Giordano. Quei cieli che Adamo aveva chiuso, oggi si riaprono” (Liturgia bizantina). Lo Spirito, che aveva parlato negli antichi profeti e che era spento da tempo, si ravviva in Giovanni ed in una forma del tutto nuova ed unica in Gesù: “Sei tu il mio carissimo Figlio: in te ho concentrato le mie preferenze” (Marco 1,7-11).Anche Giovanni, il discepolo amato, era tra i discepoli del Battezzatore. Diversi anni dopo scriverà alle comunità dell’Asia minore un messaggio di grande intensità perché non spengano il dono d’amore e la chiamata ricevuti e non smettano di consolidare quella fede che li rende vincitori: “Questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede”. Lasciarsi amare da Dio e amarlo al di sopra di tutto e con tutte le forze: in questo modo riusciremo ad amare i fratelli, se amiamo Lui. Infine c’è il ricordo commosso della vita vissuta con Lui, a partire da quel primo incontro al Giordano – siamo verso la conclusione e al vertice del messaggio (I Giovanni 5,1-12) - : Gesù, il Figlio di Dio, è venuto nello Spirito, nell’acqua del battesimo e nel sangue di una esistenza concreta, a fianco a fianco con noi, a passo a passo: lo abbiamo visto, toccato, amato; non sempre lo capimmo ma gli rimanemmo vicini. “Chi  ha il Figlio, ha la Vita”.

*(Commento del diac. Silvano Scarpat)

MERCOLEDÌ 13
9,30 –  Santa Messa

DOMENICA 17 – II del Tempo Ordinario
11,00 –  Def.ti Carlon Ros Angelo e Luigia
Ann. Zambon Giovanni, Teresa e Bravin Angela
Ann. Del Zotto Celestino
Def. Rizzo Albano ord. Famiglia

OFFERTE. Pro chiesa:  NN€ 50.

 

MARTEDÌ 12 
17,00 –  Def.ta Zambon Clara in Ianna
              ord. dal marito Alberto Ianna Theco

SABATO 16 – II del Tempo Ordinario
18,00 –  Santa Messa

DOMENICA 17 – II del Tempo Ordinario
11,00 –  Def.ta Bastianello Marcella

OFFERTE. Pro opere parrocchiali:
Zambon Donatella, in mem. di Petozzi  
Jolanda, € 100;   NN € 5

   

GIOVEDI 14
17,00 –  Santa Messa

DOMENICA 17 – II del Tempo Ordinario
10,00 –  Trigesimo  Def. Saccon Vittorio,
Def. Chiaradia Adelina

   

Il battesimo di Gesù nel Giordano. Affresco di Umberto Coassin.
Chiesa parrocchiale di Budoia.

(da l’Artugna n. 133 – Dicembre  2014)

   
 

IL GREMBO DI UNA DONNA PORTA IL DIVINO MISTERO

Al centro delle celebrazioni per la Natività del Signore, in una delle dodici sante notti tra Natale e l’Epifania, l’antifona d’ingresso prende inaspettatamente una significazione pasquale.
Nel quieto silenzio che avvolgeva ogni cosa,
mentre la notte giungeva a metà del suo corso,
la tua Parola onnipotente, o Signore,
scese dal cielo, dal trono regale” (Sapienza 18,14s).
Il libro della Sapienza rievoca la notte dell’uscita dall’Egitto, quando Dio intervenne con grande forza per liberare il suo popolo. Ora la nascita del Figlio di Dio nella condizione umana è la più discreta e silenziosa.
Eppure già la venuta del Figlio di Dio nel mondo, l’Incarnazione, è un mistero di riscatto e di salvezza: lo affermano con insistenza soprattutto i Padri delle Chiese d’Oriente, di lingua greca.
Nessuno di noi viene al mondo per morire, ma per vivere. Così anche Gesù: “In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini”.
Il prologo del Vangelo di Giovanni (1,1-18) è la sintesi matura di quanto lui, il discepolo amato, ha visto e sperimentato.
La Trinità è discorso d’amore. Dio è felicità che ha il gusto di vedere altri felici. Egli ha creato il mondo e noi per poterci rivolgere il suo discorso d’amore, per farci dono della sua stessa vita e felicità. E perché questo discorso sia il più vicino possibile, manda il proprio Figlio, così che lo possiamo ascoltare e toccare: “E questo discorso divenne un essere umano, per cui prese dimora presso di noi”.
Si dice nel Prefazio:
Nel mistero adorabile del Natale, egli, Parola invisibile, apparve visibilmente nella nostra condizione umana per assumere in sé tutto il creatoe sollevarlo dalla sua caduta… cominciò ad esistere nel tempo
per reintegrare l’universo nel tuo disegno, o Padre,
e ricondurre a te l’umanità dispersa”.
Affermano i Padri che l’assunzione da parte del Figlio di Dio della nostra natura umana è già per essa una guarigione e una divinizzazione. “Meraviglioso scambio! Facendo sua la nostra umanità, il Figlio ci dona la sua stessa vita divina”
(Antifona dei primi vespri del I gennaio).
“Il ruolo del Figlio di Dio è molto più necessario e molto più intrinseco che se si considera solo la forza meritoria dell’una o dell’altra delle sue azioni, comprese la passione e la morte”. Il Figlio ci ha salvati mettendosi al nostro fianco, con la sua prossimità e condivisione. Grazie alla sua vicinanza siamo salvati. Così avviene in qualche modo anche tra noi.
Tutto il mistero terreno del Verbo incarnato è generatore di salvezza: “Il Verbo si è fatto uomo per divinizzarci in Lui” (S. Atanasio).
L’uomo non può avvicinarsi a Dio se prima Dio non si avvicina a lui, né abituarsi a Dio se Dio non si abitua a lui: “Nel suo ricco e immenso amore, il Verbo si è mescolato a noi perché unendoci a Lui ci innalza alla sua natura… Per questo siamo divenuti fratelli fra noi e un solo essere con Dio. Egli ci ha procurato le sue ricchezze e, avendo preso la nostra natura, ci ha tutti in Lui” (S. Cirillo). Grazie a questa unione l’umanità è divinizzata ed elevata all’adozione filiale.
Per questo nel Credo, alle parole “E per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto uomo”, si china la testa o ci si mette in ginocchio.
*(Commento del diac. Silvano Scarpat)

MARTEDÌ 5. BENEDIZIONE ACQUA, FRUTTA E SALE **  
18,00 –  Santa Messa    

MERCOLEDÌ 6 – EPIFANIA
11,00 –  Def.to Marcolin Alessandro

DOMENICA 11 – BATTESIMO DEL SIGNORE
11,00 –  Santa Messa per Comunità parrocchiale

OFFERTE. Pro chiesa:  Fam. Angelin Girolet  € 40.

 

MARTEDÌ 5. BENEDIZIONE ACQUA, FRUTTA E SALE ** 
18,00 –  Santa Messa

MERCOLEDÌ 6 – EPIFANIA
11,00 –  Def.ta Barbara Ardemagni

SABATO 9 - BATTESIMO DEL SIGNORE
18,00 –  Santa Messa

DOMENICA 10 BATTESIMO DEL SIGNORE
11,00 –  Santa Messa

OFFERTE. Pro chiesa:  In mem. Dedor Zambon Ida € 90.

   

MARTEDÌ 5.  BENEDIZIONE ACQUA, FRUTTA E SALE **
17,00 –  Santa Messa
           
MERCOLEDÌ 6 – EPIFANIA
10,00 –  Def.ti Martini Maria, Oliva e Luigi

DOMENICA 11 – BATTESIMO DEL SIGNORE
10,00 –  Def.ta  Pignat Franca

OFFERTE: Per Chiesa: NN  € 30
da raccolte in chiesa  € 255

   

AVVISO PER LABENEDIZIONE ACQUA, FRUTTA e SALE

Per evitare pericolosi contagi, si invitano i fedeli a portare da casa, oltre alla frutta ed al sale, anche una bottiglietta d’acqua.
Quest’anno la benedizione della frutta, del sale e  dell’acqua, verrà effettuata dal sacerdote percorrendo la corsia centrale della chiesa.
Non ci sarà, quindi, il recipiente da cui attingere l’acqua benedetta da portare a casa.