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Chiesa parrocchiale eretta in epoca non ben precisata (sembra intorno all’anno 1250). Secondo il Degani nel medioevo dedicata a due Santi Giovanni e Lorenzo ( da identificarsi nell’attuale S. Floriano) con Dardago, era nella zona, , la sola Pieve accertata della Diocesi di Concordia Sagittaria.
Ciò è confermato da una bolla pontificia, del 1186, emanata da Vicenza da papa Urbano III° (Umberto Crivelli). La chiesa prese la sua denominazione di Pieve il 17 giugno 1599 a favore di S. Giacomo di Polcenigo, solo il 26 luglio 1853 verrà reso quel che secoli prima ingiustamente le venne tolto. L’edificio, che nel corso dei secoli ha subito sostanziali trasformazioni, è in stile neoclassico. Nel 1769 fu riedificata, ad opera del capomastro Antonio Cardazzo di Budoia, la navata centrale. Tra il 1908 ed il 1911 furono ampliati il transetto ed il coro. Nel 1961 la sua parte frontale fu rielaborata. La costruzione è completata da un campanile, dalle inconfondibili caratteristiche istro-venete, costruito presumibilmente alla fine del XVIII° secolo. L’interno è ornato da colonne e lesene con capitelli, completano l’assieme tre altari ed un pregevole organo realizzato nel 1970 dalla ditta Manin di Codroipo.
Come patrimonio pittorico annovera tele di Sebastiano Valvassori (sacerdote e pittore di Sacile 1804) che raffigurano la Madonna del Carmine e S. Bartolomeo, una di Stefano da Ponte che raffigura la Madonna con i Santi Giovanni Battista e Floriano, ed una quarta di anonimo che rappresenta la SS. Trinità.
Fa parte del patrimonio della parrocchiale anche una tela con Maria e Santi di Egidio Dall’Oglio, pittore di Cison di Valmarino. Di fine ottocento anche una statua lignea, di notevole pregio, raffigurante la Madonna del Monte Carmelo.